Carboidrati e Sport di Endurance: la Scienza è Consolidata. Le Opportunità no.

A Vitafoods Europe 2026, Susan Kleiner — ricercatrice di nutrizione sportiva d’élite — ha intitolato la sua presentazione “Carbs are back!”. Non perché i Carboidrati fossero spariti. Ma perché un decennio di narrativa low-carb aveva spostato l’attenzione, costringendo la scienza a tornare in laboratorio per documentare qualcosa che gli atleti seri non avevano mai smesso di sapere.

Quello che ne è uscito non è una semplice conferma. È una mappa della complessità — e una mappa della complessità, per chi formula, è esattamente quello di cui ha bisogno.

Il Framework Scientifico di Base

Il meccanismo è consolidato e non è in discussione. Il Glucosio viene assorbito nell’intestino tenue attraverso il trasportatore SGLT1, con una capacità massima di circa 60 grammi all’ora. Il Fruttosio utilizza un trasportatore distinto, il GLUT5. Usarli in parallelo — combinando Glucosio o Maltodestrine con Fruttosio — permette di superare il tetto del Glucosio da solo e portare l’assorbimento totale fino a 90 grammi all’ora con un rapporto 2:1, fino a 100-120 grammi con il rapporto 1:0,8. Questa è la base dei Carboidrati a trasporto multiplo, documentata da Jeukendrup e colleghi a partire dal 2004 e ancora oggi il riferimento scientifico del settore.

Quello che non è consolidato — e che rappresenta l’apertura reale per chi formula — è tutto quello che viene prima e dopo il meccanismo di assorbimento.

Il segmento femminile dell'endurance è tra i meno serviti dal mercato degli integratori sportivi — e tra quelli con più spazio per la differenziazione formulativa.
Il segmento femminile dell'endurance è tra i meno serviti dal mercato degli integratori sportivi — e tra quelli con più spazio per la differenziazione formulativa.

Il nodo irrisolto: la Tolleranza Gastrointestinale

La tolleranza intestinale è il vero campo di battaglia formulativo. Non il rapporto tra i Carboidrati — quello è materia di chemistry. Il problema è che lo stesso protocollo di integrazione che funziona perfettamente per un atleta produce gonfiore, crampi o peggio in un altro. Kleiner è esplicita su questo: “C’è una reale individualizzazione nel comfort gastrico, nello svuotamento dello stomaco e nell’adattamento alla cinetica del glucosio. Stiamo sempre conducendo prove per capire cosa funziona meglio per ciascun atleta; non esiste un sistema che vada bene per tutti.”

I dati di gara lo confermano in modo scomodo: alle competizioni di Iron Man, le atlete femminili abbandonano significativamente più spesso degli uomini a causa di problemi gastrointestinali. Non perché siano fisiologicamente più fragili, ma perché la maggior parte dei prodotti e dei protocolli di integrazione è stata sviluppata su atleti maschi e poi trasferita a un pubblico diverso senza gli aggiustamenti necessari.

Questo è un gap di prodotto, non solo un gap di ricerca. Chi sviluppa formulazioni specifiche per atlete di endurance — con dosi, formati e profili di tollerabilità pensati per quella fisiologia — si muove in uno spazio ancora largamente libero.

L’intestino si Allena: implicazioni per il Prodotto e per la Comunicazione

L’altra variabile che il mercato tende a semplificare è il Gut Training: l’intestino, come i muscoli, si adatta allo stimolo. L’esposizione progressiva a quantità crescenti di Carboidrati durante l’esercizio aumenta l’espressione dei trasportatori intestinali — SGLT1 e GLUT5 — riducendo i problemi gastrointestinali nel tempo. Un atleta che oggi non tollera 90 grammi all’ora potrebbe tollerarli dopo settimane di esposizione graduale.

Per un brand owner questo ha una conseguenza diretta che Kleiner ha articolato a Vitafoods: “C’è bisogno di un buon educational marketing verso allenatori, dietisti e simili.” Il prodotto da solo non basta — il protocollo di utilizzo è parte del valore. Chi riesce a costruire un sistema (prodotto + educazione del consumatore + progressione di dose) ha un vantaggio competitivo reale rispetto a chi vende solo grammi di Carboidrati per gel.

Il Contesto Regolatorio europeo: una storia in tre atti

Chi sviluppa integratori a base di Carboidrati per il mercato europeo deve conoscere una vicenda regolamentare che si è sviluppata nell’arco di sette anni — e che oggi offre più spazio di quanto molti operatori del settore credano.

2011

L’EFSA pubblica un’opinione positiva per le soluzioni di Carboidrati associate a Elettroliti per il mantenimento della performance endurance. Da quel momento, le bevande Carb+Elettroliti possono portare claim di performance sull’etichetta nel mercato UE, a condizione di rispettare specifici parametri di composizione (80-350 kcal/L da Carboidrati, 20-50 mmol/L di Sodio, osmolarità tra 200 e 330 mOsm/kg).

2014

La British Specialist Nutrition Association (BSNA) presenta un dossier per estendere il claim alle soluzioni di soli Carboidrati — inclusi i gel — per il mantenimento della performance endurance oltre i 60 minuti. L’EFSA lo rigetta. Non per assenza di scienza: il Dr. Adam Carey, allora presidente dell’European Specialist Sports Nutrition Alliance (ESSNA), lo chiarì all’epoca: “Riteniamo che l’EFSA sia giunta a questa conclusione non perché manchi la scienza a supporto del claim, ma perché il tipo di evidenza richiesto dal processo di approvazione non è stato presentato nel modo corretto.” Il problema era nel dossier — tre meta-analisi senza trial clinici individuali, e un comparatore (placebo acqua/Elettroliti) non sufficientemente caratterizzato — non nella scienza.

2018

Specialised Nutrition Europe (SNE) ripresenta il dossier, questa volta via Francia e con evidenze strutturate diversamente. L’EFSA pubblica un’opinione positiva: le soluzioni di Carboidrati contribuiscono al miglioramento della performance fisica durante esercizio ad alta intensità e di lunga durata. Il claim approvato — utilizzabile in etichetta — recita: “Le soluzioni di Carboidrati possono contribuire al miglioramento della performance fisica durante un esercizio fisico ad alta intensità e di lunga durata in adulti sani e allenati.” Le specifiche tecniche: le soluzioni devono fornire tra 30 e 60 grammi di Carboidrati all’ora, fino a 90 g/ora se il Fruttosio costituisce circa un terzo della miscela.

In sintesi

Oggi chi formula un gel energetico per il mercato europeo ha due strade percorribili per i claim di performance — la via Carb+Elettroliti (claim 2011, mantenimento della performance endurance) e la via soli Carboidrati (claim 2018, miglioramento della performance durante esercizio ad alta intensità e di lunga durata). La lezione del 2014 resta valida per chiunque si confronti con il processo EFSA: la scienza da sola non basta, la qualità del dossier è determinante.

Non tutti gli sport di endurance richiedono la stessa cinetica energetica: ambiente, durata e intensità cambiano il profilo formulativo.
Non tutti gli sport di endurance richiedono la stessa cinetica energetica: ambiente, durata e intensità cambiano il profilo formulativo.

Dove si aprono le Opportunità

Il mercato dei Carboidrati per l’endurance è maturo nel segmento mainstream ma presenta aperture precise per chi entra con una formula differenziata. Kleiner le ha identificate in modo diretto a Vitafoods 2026:

  • Profili di Assorbimento Diversificati — lento versus rapido, sostenuto versus immediato. Non tutti gli sport richiedono la stessa cinetica energetica. Un gel per il ciclismo su strada e un gel per il trail running in quota possono avere profili formulativi significativamente diversi.
  • Segmenti Sotto-Serviti — atlete di endurance, atleti in quota o in ambienti estremi, atleti over 50 con esigenze di recupero diverse. Tutti necessitano di approcci formulativi specifici.
  • Stacking Funzionale — la combinazione di Carboidrati con Elettroliti, Caffeina, Adattogeni o ingredienti per il recupero muscolare apre linee di sviluppo ancora poco presidiate nel segmento gel.
  • Formato come Leva di Differenziazione — polveri, gel, liquidi, formati unflavored per contrastare la saturazione sensoriale negli ultraeventi. La scelta del formato non è solo logistica: è parte della proposta di valore.

Come ha sintetizzato Kleiner: “Ci sono opportunità di apprendere dai prodotti Carboidrati ad alte performance e di raggiungere il mercato più ampio della nutrizione attiva.” Il confine tra Atleta d’Élite e Consumatore Attivo Quotidiano si sta spostando — e chi sa formulare con rigore scientifico per il primo ha le credenziali per servire anche il secondo.

Se stai lavorando a una formula per il segmento endurance o active nutrition e vuoi capire dove posizionarsi tra scienza consolidata e opportunità ancora aperte, parlaci del progetto.